Quando scrivevo
anni fa il manoscritto della mia piccola parte per il libro dell’Ing.
Hartl “Cane lupo Cecoslovacco”, ho sfiorato nel capitolo
„Lo scopo dell‘allevamento“ qual’è il
senso dell’esistenza della nostra razza. E’ una buona domanda.
E penso, spesso trascurata.
Vi chiedo di pensarci un attimo e mi permetto di disturbarVi con le
seguenti considerazioni.
Il Cane lupo cecoslovacco è una razza da lavoro. Può ottenere
titoli importanti, solo a condizione di aver conseguito un brevetto
di lavoro. E può farlo. Fin qui tutto bene. Ha una resistenza
straordinaria, tenacia, ha dei sensi particolarmente fini, sopratutto
il fiuto. Fin qui tutto a posto. Ma quanti cuccioli vengono educati
per il lavoro e utilizzati in realtà? In quale brevetto o quale
addestramento sono sfruttati le straordinarie qualità fisiche
del Cane lupo cecoslovacco? E quanti sono i proprietari/conduttori che
mettono il lavoro cinofilo all’apice delle loro priorità
e scelgono la razza del Cane lupo cecoslovacco? Sarebbe triste contemplare
le statistiche, non lasciamoci trasportare dall’entusiamo.......
Ma il Cane lupo cecoslovacco prospera, la sua popolazione è in
crescita, aumentano i nuovi proprietari. Come è possibile, pensando
al fatto che è una razza da lavoro, se gli addestratori non lo
cercano e le sue eccezionali caratteristiche come resistenza, tenacia
e sensi molto sviluppati, non sono una base fondamentale per i brevetti
secondo i regolamenti in vigore? Da dove spuntano i nuovi appassionati
del Cane lupo cecoslovacco? Perchè la gente alleva questa razza?
Perchè lo allevo io? E perchè proprio Lei?
E perchè no, si offre una risposta spontanea. La gente alleva
di tutto. I barboncini ed i piranha, gli scorpioni e i serpenti velenosi.
I cameleonti, i varani e le scimmiette. Ci sono tante persone nelle
prigioni di paesi lontani per il contrabbando di specie protette. Le
persone e anche le istituzioni statali raggirano gli accordi internazionali
CITES. Rubano i pappagalli dagli ZOO, e poi segnano i suoi animali con
i microchips, per poterli identificare, quando glieli ruba qualcun’altro.
La carne e le uova di struzzo o la pelle di alligatore vengono prodotti
da allevamenti commerciali. I proprietari privati tengono i puma americani,
le tigri, i leopardi persiani, i lupi canadesi e euroasiatici ....
Allevare lupi, tenere lupi in casa ... non è una novità.
Lois Crisler l’ha descritto nel suo libro “La vita con i
lupi”. Jaromír Holecek nel “La lupa solitaria”.
Erik Zimmen nello studio “Il lupo”, Eberhard Trummler nel
libro .... di esempi ce ne sono un sacco. Sono tanti lupi tenuti in
cattività dall’uomo, solo temo, che hanno qualcosa in comune.
Non si possono pienamente adattare alla vita in cattività e l’uomo,
pur cercando di fare tutto il possibile, non è capace di offrirgli
le condizioni di vita accettabili. I lupi soffrono in cattività.
Leggete, per favore, anche solo il primo libro citato e dopo pensate
alla sua fine.
Conosco i lupi. Lavoro con un branco di otto esemplari allo Zoo di Brno.
Li vedo tutti i giorni, mi riconoscono da lontano. Mi danno sempre il
benvenuto. Si fidano di me. Si fidano??? Conoscono quel rituale. L’arrivo,
il richiamo con il nome, un saluto lupesco. Saltano sugli spalti cercando
di leccarmi la mano protesa. Mi seguono lungo la recinzione. La femmina
dominante cammina al mio fianco, scacciando gli altri. Cammina sicura,
con la barriera del recinto tra di noi. Gli altri la seguono, lottando
per la successione, sono così vicini. Basta aprire la serratura,
spalancare la porticina e .... dove sono i lupi?
I giovani sono spariti nella tana, gli adulti si tengono alla maggior
distanza possibile, dalla parte opposta del recinto, solo la femmina
dominante è all’incirca a metà del recinto e ringhia.
Le dò la schiena e non la guardo, così lei prende coraggio
e si avvicina un pochino. Mi rigiro verso di lei, che mi caccia un abbaio
e poi indietreggia. Muovo un passo verso di lei, segue un’altro
abbaio e una ritirata precipitosa, e il resto del branco è sparito
definitivamente nella tana. Questa doveva essere la fiducia? Ma no,
anche dopo anni è solo adattamento, un’abitudine. Dovete
togliere un lupacchiotto alla mamma, strappare l’animale dal suo
gruppo sociale naturale per costringerlo a crearsi un legame sostitutivo
sociale all’uomo. E poi?
Il lupacchiotto vive con noi. Conosce qualche persona, nell’ambiente
conosciuto sembra contento, gioca e saltella. Alcuni momenti trascorsi
osservando il lupacchiotto, possono aiutare l’uomo a rendersi
conto dei piaceri della Vita, aumentare l’ottimismo. Momenti trascorsi
osservando giocare i lupacchiotti possono compensare una discussione
con il capo al lavoro e anche lo sguardo all’ultima busta paga.
Per noi. Per la gente divisa dalla natura, esclusi dal rapporto ecologico
oppure scacciati dal Paradiso – chiamiamolo come vogliamo. A che
prezzo? Come paga il lupo per il piacere umano? Il mondo umano è
terribile dal punto di vista lupesco. E’ povero di stimoli, nel
confronto con l’usuale biotipo del lupo è quasi terra lunare,
e quei stimoli che alla fine arrivano, hanno un intensità assolutamente
esagerata. La mancanza di stimoli delicati, che portano le informazioni
sul mondo circostante e che il sistema nervoso lupesco elabora continuamente,
è nella civiltà umana orribilmente compensata dai colpi
inaspettati di suoni, odori e luci, così forti, che il lupo non
ha niente da elaborare – la sua unica reazione cosciente deve
essere un tentativo disperato - la fuga.
Il lupo è nato per la vita in natura – sente gli ululati
dei suoi compari a distanza di molti chilometri, il movimento del topo
sotto la cresta di neve, vede nel crepuscolo e registra un movimento
anche nella pochissima luce rimanente, sente dove sono passati gli animali
dopo molte ore, fiuta la preda a centinaia di metri. Per avere successo
e sopravvivere, elabora contemporaneamente una quantità d’informazioni,
ricevute con tutti i sensi. Valuta speranze e rischi. Conosce la meteorologia,
sa quando salire in montagna e quando rimanere nella valle. E’
capace di “sentire” lo spessore di sicurezza del ghiaccio
sul fiume e anche il tempo fino a quando può ritornare prima
del disgelo senza correre pericoli. Conosce la geologia ed è
capace di fare la tana in modo che non crolli e che non venga sommersa
dall’acqua dopo sei mesi. Conosce l’ecologia e sa quando
aumenterà la popolazione dei roditori del territorio e quando
comincerà ad abbassarsi. Conosce le usanze del passaggio di altri
animali. Conosce l’etologia e riesce a valutare il comportamento
dei grandi ungulati e influenzare secondo il proprio bisogno il comportamento
della mandria. Tante cose sono innate, e ancora di più ne impara.
Impara da solo, con il metodo della prova e dello sbaglio. Impara nel
branco dagli errori degli altri. E passa la sua conoscenza ai cuccioli
per aumentare la loro possibilità di sopravvivenza. Gli fa imparare
ad elaborare gli stimoli lievi, delicati. Gli fa imparare a valutare
le speranze ed i rischi. Gli fa imparare il comportamento nel branco
– il comportamento sociale dell’animale che è tutta
la vita legato agli altri.
Togliete il lupo dal suo biotipo. Si abituerà. Nonostante il
fatto che sarà spaventato fino alla morte dagli stimoli sconosciuti
dell’ambiente umano, nell’ambiente conosciuto sarà
“contento”. A Voi non darà fastidio che il suo sistema
nervoso non avrà abbastanza stimoli da elaborare, abbastanza
possibilità di decidere. Non deciderà mai quando salire
in montagna e quando scendere a valle. E non lo farà mai imparare
ai suoi cuccioli. La catena delle conoscenze passate da generazione
a generazione sarà interrotta per sempre. Il lupo non sarà
più un vero lupo. Ma neanche l’ecosistema originario non
sarà più l’ecosistema originario.
I lupi meritano la protezione. Ma non stanno così tanto male
(per ora) per accettare come soluzione di protezione l’allevamento
artificiale. I lupi si moltiplicano abbastanza velocemente. Una coppia,
in normali condizioni, ha cuccioli tutti gli anni e nelle cucciolate
ci sono più soggetti. Il pericolo per salvaguardare la specie
è la diminuzione del suo territorio per vivere – la devastazione
dell’ecosistema naturale, ma sopratutto il loro perseguimento.
Ricordiamo a Beskydy (è un territorio montuoso in Rep. Ceca –
nota del traduttore), quanto presto dopo la scoperta di un solo branco
erano richieste l’eccezioni dalla legge, che classifica il lupo
come specie protetta, per permetterne la caccia “per regolarne
la popolazione”(!). Quanto velocemente qualcuno ha fatto annunciare
un premio per la morte illegale dei lupi protetti. E quanto velocemente
si è fatta discussione tra il ministero dell’agricoltura
ed il ministero dell’ambiente sul fatto se il lupo dovrebbe essere
considerato specie protetta o selvaggina con il divieto di caccia -
ossìa “da quale tasca doveva tirare fuori i soldi lo stato”.
Oso affermare che il principale agente operante la devastazione della
popolazione del lupo (come per esempio della lince) sono i pregiudizi
della gente che lavora in natura – cioè i guardiacaccia.
Mentre pubblicamente si accreditano (di solito poco dimostrati) meriti
per la protezione della natura, all’interno delle società
dei guardiacaccia regna una commovente concordia sull’accettabilità
e sulla validità della caccia illegale dei predatori, rapaci
e gufi. Se non cambia l’opinione pubblica su questo fatto, i guardiacaccia
continueranno ad andare oltre la legalità (singolarmente), tollerare
e nascondere la trasgressione della legge (collettivamente), e cercare
di far accettare le eccezioni ed i cambiamenti della legge (organizzato).
La protezione dei lupi comincia dall’opinione pubblica. Dalla
persuasione degli scemi indifferenti, tirchi e mai contenti, di lasciare
un pezzettino di Mondo alla Natura o a Dio – chiamiamolo come
vogliamo. L’allevamento dei lupi in cattività, non è
la soluzione migliore (e ogni scandalo causato da ogni eventuale fuga
di animali allevati è per la protezione dei lupi stessi un disastro).
Proteggiamo i lupi, lottiamo per la protezione dei lupi, ma non alleviamoli
in casa!!!
Alleviamo piuttosto
il Cane lupo cecoslovacco. Ne vale la pena. Il cane lupo cecoslovacco
non è più da tempo un incrocio del lupo e del cane. E’
una razza canina. In natura è come se fosse “a casa”,
ma anche in mezzo alla gente è “a casa”. E forse
la bellezza naturale del Cane lupo cecoslovacco, ricorderà di
tanto in tanto, che una creatura ancora più bella – il
lupo – lotta per la sopravvivenza.