Primo novembre 2008 Dakkar ha superato il primo grande scoglio l’IPO 1, tredici Novembre 2011 è riuscita a conseguire l’IPO 2. Tre anni esatti, tre campi diversi e tre figuranti, una cucciolata sua e l’arrivo di un cucciolo d’uomo da proteggere e sorvegliare. E’ stato un periodo di grandi cambiamenti da vivere in famiglia – la strada è stata lunga, ma la convinzione di poter far fruttare le sue predisposizioni naturali insieme con la determinazione di seguire lo scopo non sono mai venuti a mancare. E se ci voleva del tempo, pazienza, il bello di seguire una disciplina sportiva è la sempre maggiore comprensione uno con l’altro. Perché di quello si tratta: il cane lupo cecoslovacco non si può addestrare meccanicamente, ha bisogno di capire il motivo di ogni richiesta da parte dell’uomo. E l’uomo deve imparare come gestire questo bisogno viscerale del clc di fare cose sensate. In natura non si fa niente senza uno scopo. Ogni comportamento e atteggiamento ha come fine ultimo la sopravvivenza.


Dopo l’IPO 1 c’erano tante cose da sistemare, bisognava dare soprattutto più sicurezza al cane nei morsi, migliorare l’obbedienza e lavorare sugli oggetti in pista, insomma rivedere un po’ di cose. Il lavoro al campo non portava miglioramenti, anche perché si poteva lavorare una sola volta la settimana. Fondamentale è stato trovare un campo più vicino a casa dove si potesse lavorare più giorni la settimana e determinante è stato l’incontro con Andrea Bardelli, che ci ha fatto crescere e imparare a lavorare con un’altra concezione di addestramento, cioè non accontentarsi del lavoro poco preciso seppur completo, ma esigere massima precisione fin dai primi esercizi.
Per la manica non bastava solo aprire la bocca per averla, ma bisognava guadagnarsela - mettere Dakkar in una situazione mentale tale che la voleva davvero – come quando si va a caccia: se non si è più che svelti la preda sfugge. Si sono visti subito dei miglioramenti netti, Andrea ha cercato di far uscire il massimo che si poteva ottenere da un CLC e devo dire che il lavoro è stato veramente di alta qualità e lo si può vedere nel morso e nella convinzione di Dakkar quando deve affrontare il figurante. Lo si nota dal fatto che oggi morde in qualsiasi campo e con qualsiasi figurante, ha superato quello che per due anni era diventato un incubo per me, il bastone, ossia ogni volta che si arrivava al riaffronto Dakkar tendeva a lasciare la presa non appena veniva toccata col bastone, un ostacolo insormontabile per poter arrivare in IPO2. Bene, dopo solo un mese di cura Bardelli, Dakkar non mollava più la manica quando veniva toccata col bastone, il lavoro ha dato frutti ormai insperati per me, che sapendo delle doti che c’erano ma non si riuscivano a tirar fuori, cominciavo a perdere molte speranze. Sistemati i morsi ed il problema bastone avevamo risolto il 60% dei problemi per raggiungere l’obbiettivo prefissato, IPO2.

Anche nella sezione di obbedienza Andrea ha voluto reimpostare da zero Dakkar lavorando con un metodo per me nuovo, sempre in positivo e dinamico, gioco o boccone, come avevo fatto anche prima, ma con la fondamentale differenza di lavorare solo con il cane carico, al top dell’attenzione e quindi prima di entrare nel campo “risvegliare” l’interesse e poi lavorare per sequenze molto brevi, lo scopo non era la quantità ma la qualità che si doveva raggiungere. Con questo tipo di lavoro siamo migliorati entrambi ottenendo un’obbedienza più precisa e gioiosa. Ce ne siamo resi conto guardando i nostri filmati, che a differenza di prima ora erano più briosi. Alcuni li abbiamo messi anche sul nostro sito di CLC che lavorano www.workingwolf.it.
Infine abbiamo corretto anche il lavoro in pista – anche qui siamo ripartiti da zero, Andrea ha preteso che il cane lavori sulla traccia con più intensità, naso a terra, cercando di eliminare l’abitudine di molti clc di seguire il cono d’odore tenendo la testa alta. Siamo ripartiti da piste semplici piene di bocconi, e piano piano con miglioramenti costanti abbiamo reintrodotto angoli ed oggetti. Anche qui senza fermarsi su una forma o sullo stesso numero di angoli, ma tracciandole ogni volta diverse di forma e con un diverso numero di angoli e oggetti, abbiamo ottenuto una ricerca più intensa e precisa.
Purtroppo quando il lavoro ci stava portando all’obbiettivo abbiamo dovuto cambiare ancora campo e figurante.
Fortunatamente il lavoro di Bardelli ci aveva dato delle basi solide e non abbiamo avuto alcuna difficoltà a lavorare su un altro campo con un altro figurante. Per affrontare la gara in IPO2 ci mancavano i quattro reviere e migliorare le posizioni in obbedienza. Dopo sei mesi di lavoro con Giulio Landolfi si è presentata la possibilità di fare la gara, i dubbi erano tanti, i reviere non erano ancora fissati bene e nell’ultimo mese iniziava anche a dare qualche piccolo problema in pista. Decidiamo di aspettare l’ultimo giorno utile per l’iscrizione e valutare con Giulio se è il caso di provare o meno, anche perché il giudice della gara non è certo di quelli che regalano punti.
Alla fine decidiamo di provare.
In pista il primo lato è una tragedia, ma poi si riprende bene ed esegue due angoli molto bene e segnala entrambi gli oggetti. In obbedienza, lavora bene, oltre ai soliti errori miei non esegue il seduto in movimento ed il resta in piedi oltre a far male l’invio in avanti. Negli attacchi, come temuto, non esegue tutti i reviere, ma per il resto rimango molto soddisfatto dai morsi del riaffronto dove Dakkar non segna per nulla le due bastonate, dall’accompagnamento dove è rimasta sotto il mio controllo e dal lanciato, dove parte a tutta velocità anche se purtroppo proprio per questa verve scivola sulla manica, grande merito di averla ripresa immediatamente.

Il punteggio è stato sicuramente basso ma ugualmente la soddisfazione di essere il 1° clc femmina ad aver conseguito IPO2 è enorme.

Per altre foto della prova vedi
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